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paesaggi urbani: ORIZZONTI

una sequenza 

catturata da un imbarcazione che naviga sul canale 

due sguardi 

uno contro luce e l’altro illuminato

Pur non essendo una frequentatrice abituale della Laguna di Venezia, ma come succede spesso agli artisti, Laura Federici ha saputo cogliere con esattezza la vera essenza dello spazio lagunare: l’estrema varietà nella sua apparente vuotezza.

Il territorio della Laguna, vero e proprio lebensraum della Serenissima, ha da sempre ospitato al suo interno fortissimi contrasti di funzioni e modi d’uso, apparentemente inconciliabili tra loro.

Dallo splendore della sua città di marmo alle instabili capanne da pesca autocostruite di Pellestrina, a prima vista così gracili e friabili, dalle coltivazioni agricole di Sant’Erasmo agli allevamenti di mitili e crostacei, dalle fornaci dei vetrai che sfornano da secoli fragilissimi capolavori all’industria metalmeccanica e chimica pesante allocate a Marghera, dalle delicate barche lignee dal fondo piatto ai colossi di acciaio costruiti alla radice del Ponte della Libertà, lo spazio lagunare ha sempre saputo tenere insieme ogni cosa, spesso anche contro il comune buonsenso.

Il viaggio, o meglio, l’esplorazione che 

Laura Federici ci propone attraverso i suoi dipinti è una rilettura critica e sintetica di questo mondo in cui formalmente tutto può accadere, tenuto insieme dal denominatore comune dell’acqua e della luce infinita e mutevole, che ha come sua unica orografia le figure artificiali della produzione umana e lo sfondo lontano delle montagne e che rende effettivo e visibile il motto latino contraria sunt complementa.

Aldo Aymonino

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_ 2018

_ I.U.A.V. _ Venezia